Il telefono senza fili

Pubblicato: ottobre 7, 2011 in me

Quando ero piccola e si giocava giù in cortile con niente bastava raggiungere un ragionevole numero di almeno 5 elementi per dare vita a un gioco a dir poco esilarante: il telefono senza fili. Per i neofiti (ma spero siano davvero in pochi) si trattava di disporre una fila di persone una accanto all’altra, la prima sussurrava piano all’orecchio del compagno una frase all’orecchio (nulla di complesso, soggetto-verbo-complemento), il compagno riferiva a quello che aveva sentito al compagno accanto, e così via fino a raggiungere l’ultimo della fila. Che rigorosamente aveva recepito una frase ben diversa da quella di partenza. Ovviamente il divertimento era direttamente proporzionale al numero di persone coinvolte. Qualche anno fa, durante una lezione di comunicazione a un corso universitario, mi è stato riproposto lo stesso  gioco questa volta sotto forma di esperimento empirico: cambiava la formula ma il risultato era lo stesso, la notizia di partenza veniva completamente stravolta dopo che aveva viaggiato attraverso venti bocche e altrettante orecchie.

Che sia un gioco o una lezione sui metodi comunicativi la sostanza è la stessa: le informazioni riportate da più persone, siano due, tre o venti, sono sempre inesatte. Sempre, nessuna eccezione. Se poi queste persone ci mettono una buona dose di malafede e malignità, allora il risultato è amplificato. Capita così che un “mi sono dimenticata” si traduca “si è rifiutata di farlo”, che un “vedremo più in là” diventi “ha fatto promesse che non poteva fare”, che il “grazie, mi ha dimostrato la sua solidarietà” si trasformi in “adesso sta raccontando in giro gli affari nostri”. In casi estremi, capita che, da impiegati qualunque che cercano di svolgere serenamente il proprio lavoro, si viene trasformati in odiosi sabotatori pronti a complottare e danneggiare il prossimo. In casi limite, si arriva addirittura, come è accaduto alla sottoscritta, a perdere il proprio lavoro (ops, scusate, volevo dire “non vedere rinnovato il proprio contratto da precaria”).

Eh già, perchè la piccolezza umana non ha limite. E così piccole insinuazioni, frasi riportate (male) con troppa leggerezza, conversazioni estrapolate da un discorso dentro a una chat diventano i mattoncini per costruire un castello di falsità e polemiche. Non serve a posteriori smontare una per una queste bugiette, ormai la silouhette che qualcuno ha ritagliato ad hoc attorno al mio profilo era già incorniciata e appesa in bella vista, troppo tardi per cancellarla o rimuoverla. Perchè anche se smentisci troverai sempre qualcuno che ha sentito e riferito e riportato, qualcuno che ti mette in bocca frasi mai pronunciate, dato che il difetto sta anche nell’orecchio di chi ascolta e memorizza, non solo in chi parla a sproposito. E allora ecco la mia domanda: chiudere i battenti e basta parlare con il prossimo? Finire di confidarsi, di chiedere consiglio, perchè tanto due o tre servette che in cambio di una carezza hanno due notiziole fresche fresche da riportare a chi sta in alto ci sono ovunque? Manco a dire che l’apparenza inganna in questi casi, perchè le serpi si travestono da ragazze-bene che ti invitano a prendere il caffè mentre ti raccontano dell’ultimo episodio divertente che ha come protagonista il nipotino o la figlia o il fidanzato, nel frattempo stanno pensando che tanto da lì a un mese sarai fuori dalla partita, avanti un altro/a. Ho visto anche instancabili lavoratrici tutte casa e chiesa che dietro a un sorriso di comprensione nascondevano il coltello per affettarti appena girato l’angolo.

Poco importa se hai competenze e titoli da vendere, ancora meno se hai sempre cercato di farti gli affari tuoi senza cadere nelle beghe da segretaria, tanto ti ci buttano in mezzo comunque, basta una mente e quattro cervelli più o meno inutili per mettere in piedi il castello di cui sopra.

Grazie a tutte queste simpatiche serpi ora passo i pomeriggi a inviare (di nuovo, ancora) curriculum. Grazie di cuore.

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commenti
  1. Anna Pistuddi ha detto:

    capisco amica mia che in questo momento non ti risolleva il morale più di tanto, nè ti ridà il posto perso… ma prima di tutto sono fermamente convinta che raccoglierai presto ciò che meriti, proprio perchè non solo semini in abbondanza ma anche in qualità; poi spero che rimembrarti questa piccola verità, ti faccia ridere di cuore… per cui eccoti una “frase” che già conosciamo per averci riso sopra qualche settimana fa….. “No te preocupes por lo que la gente diga “a tus espaldas”, sólo significa que estás un paso adelante y que ellos están exactamente en la dirección correcta para besarte el culo!”

  2. Atena ha detto:

    Volevo commentare anche io tutto quello che hai scritto, già sai, molto bene, come la penso e ciò che credo tu sia in grado di fare con le tue capacità, la tua preparazione e la tua ”umanità”… ma dopo quello che ha scritto Anna Pistuddi qua sopra mi è difficile trovare parole migliori :DD Forza Francy!!! Vuol dire che il tuo momento deve ancora venire e che in quell’ambiente triste e livido, era destino che una persona come te non ci dovesse proprio stare!!! 🙂

  3. Madame Federonza ha detto:

    Forza Uanchy!!! E poi col taglio nuovo eri sprecata in un mondo di cotonati 😉 Troverai di meglio e soprattutto delle persone che ti sapranno veramente apprezzare per la tua competenza e chi può dirlo meglio di un’ex collega!

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