Il profumo della scuola

Pubblicato: novembre 13, 2012 in attualità, libri
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Primi di settembre, quando ero piccina, significava tirare fuori i grembiuli blu dall’armadio, dar loro una rinfrescata e stirarli. Voleva dire riprendere gli orari invernali, niente più nascondino fino alle undici di notte ma a nanna presto, perchè da lì a pochi giorni si tornava a scuola. Ma soprattutto voleva dire passare in cartolibreria per scegliere il nuovo diario di scuola, forse unico oggetto personale insieme all’astuccio che ti accompagnava tutto l’anno in classe. Il profumo della cartolibreria. Il profumo dei quaderni nuovi, la carta bianco candido, le copertine da scegliere con cura. Che emozione quando, qualche giorno fa, ho visto una mamma che accompagnava la figlia piccolina che selezionava con attenzione i suoi quaderni a righe e a quadretti.

E poi i libri. Libri veri, a cui si sistemava una copertina di plastica trasparente perchè a fine anno fossero ancora nuovi. Libri da toccare, sfogliare, da portare con sé a casa e in aula, libri che identificavi con quello che c’era dentro: il libro di storia e geografia, l’antologia di italiano. L’odiatissimo libro di aritmetica. Ricordo perfettamente il formato delle pagine che ospitavano Pirandello, l’Orlando Furioso, la Seconda Guerra Mondiale, il capitolo sull’Europa.

Ho avuto un momento di smarrimento nel leggere le novità imposte dalla nuova riforma scolastica: la circolare n. 18 del 9 febbraio 2012 del Ministero della Pubblica Istruzione dice che “a partire dall’anno scolastico 2012/2013 i libri di testo  utilizzati dovranno essere realizzati in forma mista in parte cartacea e in parte in formato digitale, oppure saranno interamente  scaricabili da Internet”.

In formato digitale. O scaricabili da internet.

Ho sempre pensato che il libro fosse un bene prezioso, non una cosa da scaricare, manco fosse un form da compilare o un documento di lavoro. Con una forma, uno spessore, una grafica ben precisa, un’estetica. Colori e inchiostro. Non un malloppo di caratteri digitali senza consistenza.

Un libro pesa ed è più o meno grande, si sfoglia, si sottolinea e si pasticcia, ci si dimenticano dentro foglietti e fotografie, si usa per conservare un appunto o un volantino. Un libro digitale è l’ennesima icona dentro il tuo pc.

Trovo agghiacciante l’idea che l’istruzione dei ragazzi sia affidata a un documento da scaricare. Assurda la giustificazione dell’ “abbattere i costi dell’istruzione”, dato che se un libro digitale costa qualche euro in meno del cartaceo, il supporto per leggerlo (pc, tablet) non è certo gratis. Non ho figli, ma mi viene veramente in salita immaginare un bambino che si affeziona allo studio o alla lettura usando uno schermo.

E credo che la leggerezza con cui si decretino cambiamenti così decisivi nella formazione degli alunni non possa essere giustificata con un presunto progresso: la tecnologia fornisce strumenti per semplificare la vita, siamo sicuri che uno sconvolgimento così forte nelle tecniche di apprendimento (cioè passare da uno studio su un libro allo studio su un computer, con tutte le conseguenze cerebrali che comporta) sia  semplificarci la vita? Siamo sicuri che trasformare la conoscenza in qualcosa di “scaricabile”, che non abbia una precisa identità o forma, sia un bene? E’ veramente meglio sommergere i ragazzini di tecnologia, quando ancora abbiamo problemi di analfabetismo di ritorno, di dispersione scolastica, di disaffezione allo studio? Un paese si migliora davvero, digitalizzando tutto indiscriminatamente?

Non credo proprio. E comunque io non toglierei mai a un bambino il piacere di sfogliare, leggere, conoscere un libro vero.

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commenti
  1. Anna P. ha detto:

    uh, come condivido!

  2. Marcella ha detto:

    Sai qual’è uno dei problemi dell’Italia? Questo: il disfattismo e il lamentismo a priori nei confronti di qualsiasi scelta venga attuata, senza che vengano in alternativa proposte costruttive, cioè critiche solo distruttive. Ogni tanto guardo questo tuo blog per vedere se ci sono post positivi, ma sono sempre ultra-critici su più o meno tutto. Alcune sono cose condivisibili, ma altre, come quelle sul calcio, dove ero intervenuta, sono solo moralisti. Ma è una direzione per il tuo blog che hai scelto, e la rispetto, anche se mi pare eccessivamente negativa e poco costruttiva. Spero non ti offenda, ma i blog sono aperti anche a parere non necessariamente di accordo.
    Per questo tema, se la scuola non si fosse adeguata già sentivo dire molti che la scuola è un dinosauro e che non è mai al passo coi tempi. Per una volta che invece si adegua, ecco che si rimprovera di aver fatto una cosa sbagliata perché al passo coi tempi. Prima di tutto sposti il problema, perché dei libri contano i contenuti, non certo il mezzo. I bambini di oggi sono nativi digitali, sono abituati oramai ai libri elettronici e a internet, molto più del libro di carta, dunque per loro è anche normale, sarebbe uno shock solo per gli ultratrentenni che ricordano ancora “il profumo della carta”. Ma è normale, ogni cambiamento tecnologico suscita diffidenza, conservatorismo e cose così (sai cosa dicevano gli appassionati di pergamena quando è nata la stampa?) Se si è affezionati al libro di carta, che non sparirà di certo, starà anche alle famiglie farlo conoscere ai figli. Una cosa non esclude l’altra. Basta con queste opposizioni carta-ebook: non sono in conflitto, ma si integrano.
    Un’ultima annotazione economica: il discorso sul risparmio non è assurdo. Gli e-book costano almeno la metà dei cartacei (per non parlare del risparmio di carta, di alberi, e di libri al macero), e il costo per il tablet/pc/e-reader è solo iniziale, è un investimento negli anni che si ripaga ampiamente e in breve col risparmio dell’e-book. Poi per leggere gli e-book nessuno obbliga a prendere i costosissimi tablet o pc, gli e-book sono nati per gli e-reader, che oltre a non stancare gli occhi li trovi anche a meno di 100 euro. Facendo un po’ di conti sul business dei libri di testo si capisce subito quanto grande sarebbe il risparmio.
    E’ giusto che la scuola apporti queste migliorie e per una volta si dimostri “al passo coi tempi”.

    • francescamulas ha detto:

      La gran parte degli insegnanti che conosco sono totalmente contrari a questa imposizione. Credo che si debba lasciare la scelta di usare libri digitali, non imporli. E credo anche che l’adeguamento ai tempi debba tener conto di tanti fattori, non acchiappare senza criterio tutto quanto arriva dalla tecnologia. Ho amici a cui la scuola dei figli chiede contributi economici per acquistare fotocopie, carta, persino la carta igienica perche’ la scuola pubblica e’ sempre piu’ povera. Ho amiche a cui e’ stato chiesto di fare i turni delle pulizie in classe, perche’ la scuola non puo’ piu’ garantirli. E secondo te usare dei testi digitali in questa situazione vuol dire stare al passo coi tempi? Credo che adeguamento sia altro, sia garantire un buon apprendimento in strutture attrezzate, non imporre tablet e e-reader.
      Che i miei post siano per la maggior parte polemici non e’ una scelta, e’ il mio blog e scrivo quello che mi passa per la testa, come gia’ ti ho scritto un’altra volta. Non e’ una testata giornalistica, non devo rendere conto a nessuno, non ho lettori paganti che vogliono sentire le mie opinioni su tutto di conseguenza quando una notizia mi colpisce la commento, nel bene e nel male. Poi uno e’ liberissimo di leggere o meno, condividere o no, scelta sua. Certo quello dell’istruzione e’ un tema che mi fa arrabbiare molto, e in queste ultime riforme scolastiche posso vederci ben poco di positivo.

    • francescamulas ha detto:

      Ah, quanto ai problemi dell’Italia, credo che ce ne siano ben piu’ importanti del disfattismo. Che io chiamo sfiducia, non l’abbiamo voluta noi, ci ci hanno fatto abituare gli ultimi quindici anni di politica.

  3. Marina ha detto:

    Io non sono contro il “progresso” (scritto tra virgolette semplicemente perché la mia idea di progresso di molto si discosta da ebook, telefoni che ti fanno il caffè e svegliette che corrono per la stanza) ma sono assolutamente contraria al libro trasformato in schermo.
    Il libro non è solo uno strumento atto a raggiungere un fine – come studiare o leggere l’ultima pagina – ma diventa un ricordo, un oggetto di arredamento, un “amico”…
    Ogni singolo libro presente in casa mia, da quelli di studio a quelli di svago, mi rimanda al particolare momento in cui l’ho acquistato e letto. Quelli di studio, poi, basta sfogliarli per ritrovare, scritte con penne o matite, mille date, frasi che a distanza d’anni sembrano insensate, ma tutte pezzi di memoria.
    Al giorno d’oggi siamo fin troppo schiavi del PC per doverci rovinare ancora di più la vista e scegliere di studiare su uno schermo.
    Su uno schermo non puoi attaccare un segna-pagina, non puoi scrivere uno “STO MORENDOOO, QUANDO FINISCE L’ORA???”. Non puoi annusare uno schermo e dire “Ahhh, odore di scuola”…
    Dettagli? Forse sì. Ma sono dettagli importanti per me 🙂

    Poi sì, l’ebook è comodo, leggero, non uccide gli alberi, e tante altre cose giuste, ma secondo la mia personalissima opinione non sostituirà mai il libro, che è la cosa migliore che l’essere umano abbia mai inventato…

  4. Giuze ha detto:

    completamente d’accordo con questa riforma, da gran sostenitore del formato digitale, che per inciso non per forza deve uccidere il libro di carta. I vantaggi sono evidenti: schiene risparmiate al dolore, conoscenza trasferibile più immediatamente, velocità, social networking tra ragazzi e insegnanti, taglio consistente dei costi (speculativissimi) dei libri, che diversi non potevano affrontare, e via discorrendo. I profumi e le gioie del tatto sono cose belle, ma i vantaggi della tecnologia e_book sono ben altri, e ben più consistenti, per me.

  5. Marina ha detto:

    Gize ma il discorso “schiene” è relativo… Io ho sempre diviso i libri con i compagni di banco e non ho mai risentito di particolari problemi fisici…
    In compenso da quando per lavoro e studio ho dovuto associare lo schermo alle pagine cartacee mi è calata la vista… Casualità?

  6. francescamulas ha detto:

    anche secondo me il discorso peso è relativo. E anche quello del risparmio: è vero che un ebook costa meno, ma il dispositivo è abbastanza costoso (immaginiamo famiglie con 2-3 figli), non è eterno ma va sostituito almeno ogni 3 anni (quando va bene), i formati digitali dei libri cambiano in continuazione, va alimentato (lo sperpero di energia dove lo mettiamo?).

  7. Sono d’accordissimo con il discorso schiene e speculazione per i libri di testo che ormai cambiano ogni anno e che per le famiglie degli studenti stanno diventando un onere pesantissimo (quasi quanto lo zaino dei figli :D), però è vero che io alle superiori mi dividevo i libri con la mia compagna di banco ed è vero che per fortuna esiste il comodato d’uso, che sto largamente sfruttando per mio figlio. Per quanto riguarda però l’aspetto romantico dei libri beh, vi dico solo che quest’anno ho annusato quelli di mio figlio perchè ero in crisi d’astinenza e sono andata a spulciarmi i testi alla ricerca di sottolineature e commenti, che purtroppo non c’erano perchè essendo in comodato d’uso, il dirigente scolastico ha proibito drasticamente i pasticciamenti vari 😀 Detto questo non sono contro il formato digitale, ed è vero che i ragazzi nascono digitali ormai, però sono d’accordo con Francesca quando dice che non è il problema prioritario. Nelle scuole da quest’anno vogliono levare il riscaldamento a causa dei tagli, il RISCALDAMENTO! Quindi prima di digitalizzare la scuola io penserei a riformarla a partire dalla base.
    P.s. le svegliette che corrono per la stanza vincono

  8. arrevexio/Rovescio ha detto:

    ehhhh generazione libro cuore 🙂
    Io stavolta quoto marcella. Intanto non riesco a immaginare qualcuno che abbia nostalgia della scuola di oggi, poi ritengo che, per quanto sia un compratore compulsivo di libri cartacei, bisogna dare un taglio allo spreco di carta e tutelare gli alberi. Il mio ricordo “romantico” dei tempi di scuola lo porto comunque con me, è mio, e non credo sia condivisibile da nessuno. Il vero problema della scuola non sta nel libro cartaceo o in quello digitale ma nella direzione politica che si è data all’istruzione in tutti questi anni che a mio avviso è terrificante.

  9. Mr. Nero ha detto:

    Cara Francesca, non capisco proprio cosa ci trovi di agghiacciante onestamente. Per me il libro è definito dalla sequenza di parole e segni (in una parola, dalle informazioni) che lo compongono, non dal supporto che si sceglie per distribuirlo. Il Don Chisciotte è sempre il Don Chisciotte anche se viene stampato su un rotolo, ridotto in un file .epub da 500kB o in un audiolibro mp3 da 50MB, perché è la sequenza delle parole a definirlo, ed è proprio questo il bello: il libro può essere fruito anche da un cieco, o da un dislessico, e anche se il libro non esiste più, se qualche “uomo-libro” si è preso la briga di memorizzarlo. Io sono sono un compratore compulsivo di libri, e probabilmente continuerei ogni tanto a comprare libri usati per il puro gusto di portarmi a casa vecchi tomi in prima edizione di 60 anni fa da abebooks a 0,70€, ma sinceramente se avessi i soldi per permettermi uno di questi due aggeggi https://www.youtube.com/watch?v=oyOOeWH6ccs non ci penserei due volte a stiparci dentro la mia intera biblioteca e consultarla esclusivamente in formato elettronico. Il fatto è che si ha una fruizione oggettivamente migliore, non si è più gravati dal peso fisico dell’oggetto-libro e oltretutto si possono confrontare infinità di libri nel giro di pochi secondi, non stanca gli occhi (puoi aumentare le dimensioni del carattere quando sei un po’ stanca, puoi regolare l’illuminazione e leggere senza accendere lampade anche nei mezzi pubblici al buio, etc) ma soprattutto permette un risparmio in termini di risorse fisiche pazzesco: niente più pile gigantesche di libri mandate al macero, niente alberi tagliati per stampare leperledipinna, e niente “no, mi spiace, questo non lo hanno più ristampato dopo il 1987”.
    Se i vantaggi in termini di lettura ricreativa sono già enormi, per quanto riguarda lo studio sono ancora più alti: pensa al bambino secchione che può confrontare tanti libri e ampliare le sue conoscenze senza spaccarsi la schiena e spendere fortune!
    Ciao 🙂

  10. Mr. Nero ha detto:

    Dimenticavo: per i lettori in lingua originale è una pacchia, visto che i libri senza più copyright (quello che si paga in effetti è solo il formato e la traduzione) sono disponibili gratuitamente in qualsiasi formato da siti come questo http://manybooks.net/ o da qualsiasi archivio digitale

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