Noi, la nostra infanzia tra BR e Alfredino

Pubblicato: agosto 29, 2013 in attualità
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2013-08-26 11.47.24Un tuffo al cuore sfogliare le pagine di un giornale ingiallito. Sono in biblioteca per una ricerca, mi trovo davanti volumi ingombranti e polverosi, ciascuno contiene i quotidiani di un mese, costavano allora 400 lire. Anni 1980-81, stavo per entrare a scuola elementare,  le pagine di un quotidiano mi sembravano lenzuoli con puntini neri, ricordo nonna che rideva perché una sera in salotto imitavo i grandi e facevo finta di leggere. In quegli anni una notizia compare ogni giorno di ogni mese: il terrorismo. Le Brigate Rosse, gruppi neofascisti , bande di militanti armati seminavano il terrore tra rapimenti, minacce, comunicati stampa deliranti, omicidi a freddo: arriva anche la “strage  senza precedenti”, come titola il Corriere della Sera del 3 agosto 1980, una bomba alla stazione di Bologna fa decine di vittime, centinaia di feriti.

E c’è anche la morte di Walter Tobagi, giornalista del Corriere, assassinato in strada. Lo Stato non sa come combattere i terroristi che sono sempre più forti e organizzati, i giornali europei decidono che non pubblicheranno più i loro comunicati. In Polonia c’è Solidarnosh di Lech Walesa, operaio sindacalista che mette in crisi il paese, in America il presidente è Jimmy Carter, poi sostituito dall’ex attore Ronald Reagan. Sei soldati americani saranno imprigionati in Iran per due anni, muore Tito dopo lunga malattia, la Spagna è sconvolta da un tentato Golpe, ad Atlanta non si riesce a catturare “il vampiro”, serial killer dei giovani ragazzi neri. Sui giornali si scrive “negro” e “Nuova York”, mentre in Sudafrica sono ancora in vigore le leggi sulla segregazione. In Vaticano c’è Giovanni Paolo II, contro di lui spara il folle Alì Agka, si sospetta un complotto. In Inghilterra il principe Carlo annuncia che sposerà Diana, in tutta Europa compaiono movimenti neonazisti, alcuni militanti dell’IRA muoiono in carcere per sciopero della fame. A 38 anni muore Bob Marley, un fan in delirio spara a John Lennon, I Ramones e i Kiss in concerto in Italia. Nel nostro paese il MSI raccoglie firme per ripristinare la pena di morte, i Radicali promuovono un referendum per eliminare l’ergastolo e per rendere meno severa la legge sull’aborto ma vince il NO, nel frattempo il dibattito tra laici e cattolici causa tensione nel clima politico tanto da far pensare a una revisione del Concordato, L’orrore del terremoto in Irpinia che fa migliaia di vittime in pieno inverno, il presidente Sandro Pertini piange e denuncia i soccorsi inefficienti scatenando mille polemiche. Pertini, il presidente buono che compie 85 anni. Nelle campagne di Firenze due ragazzi vengono trovati uccisi, si teme che il killer colpirà ancora, ecco la prima comparsa del Mostro.

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Rino Gaetano muore in un incidente d’auto. Antonio Cabrini si sposa spezzando i cuori delle sue fan, in TV imperversano le prime puntate di Dallas, al cinema vanno Shining, i Blues Brothers, Brooke Shield e Bo Derek, tra gli italiani spopola Celentano e Carlo Verdone, mentre verrà sequestrato per vilipendio alla religione “il Pap’occhio” di Renzo Arbore. I Bronzi di Riace sono restaurati ed esposti per la prima volta a Reggio Calabria.

Sulle pagine del Corriere scrivono Gillo Dorfles, Anthony Burgess, Gabriel Garcia Marquez, Dario Del Corno, c’è la rubrica di musica di Renzo Arbore e quella di moda di Lina Sotis. Il corrispondente dalla Sardegna è Gino Zasso, i mali dell’isola sono sempre gli stessi: continuità territoriale negata, questioni di bilinguismo, crisi della giunta regionale, industrie che inquinano il territorio, scioperi degli operai. Sono gli anni del più feroce banditismo, tanti i sequestri nell’isola soprattutto di ricchi imprenditori italiani che trascorrono da noi le vacanze. A Orgosolo, unico paese in Italia, nel referendum per abolire la pena dell’ergastolo trionfa il SI.

Una tragedia segnerà per sempre le vite di noi che in quegli anni eravamo bambini: Alfredo Rampi cade in un pozzo, rimarrà intrappolato sotto terra. La tragedia seguita via tv e radio tocca il cuore di tutti gli Italiani ma sarà anche il primo esempio di sciacallaggio mediatico con bus che trasportano  sul posto centinaia di persone che vogliono “vedere” la tragedia. Pertini passerà 19 ore con i suoi genitori accanto al pozzo, un volontario cerca di rassicurare il bambino al telefono “Stai tranquillo, adesso viene Mazinga e col suo braccio di ferro ti porta fuori da lì”.

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commenti
  1. Marco ha detto:

    Quanti ricordi legati a vecchi fatti di cronaca..Stavo seduto sul saloto di mia nonna a guardare in tv la storia di Alfredo,un piccolo diventato per molti un nipote, un figlio, un compagno di giochi mai visto.. Un bel tuffo nel passato ..

  2. laura ha detto:

    bello!

  3. arrevexio ha detto:

    Bel post…che strano leggere tutte insieme queste notizie che hanno segnato la nostra crescita. Ricordo molto bene la tragedia di Alfredo Rampi..oggi forse si sarebbe potuto salvare. Ricordo molto bene di avere sofferto terribilmente per questa storia, cosa che avviene ogni volta che ci penso. Guardando alla tragedia di Alfredino non posso però fare evitare il confronto con la reazione suscitata nella gente ieri e in ciò che invece accade oggi con notizie tristemente quotidiane di stupri, incidenti e uccisioni a danno di bambini innocenti. Sarà vero che è stata una tragedia mediatica, la prima, ma ricordo una partecipazione veramente sentita, ricordo la maestra che a scuola ci chiedeva di pregare per quel bambino. Oggi le tragedie sono consumate velocemente e voracemente come gossips, salvo rarissimi casi non vedo empatia ma puro consumismo della notizia possibilmente dettagliata il più torbidamente possibile. In un pozzo è finita anche la dignità di tanti giornalisti e di altrettante persone.

  4. Anna P ha detto:

    nell’agosto del 1980 avevo 9 anni e mezzo suonati, le cose che scrivi le ricordo quasi tutte… Ricordo che mi ipnotizzavano i Kiss con le loro maschere bianche e nere dipinte su sguardi “cattivi” e, ben lungi dallo spaventarmi, mi ipnotizzavano… ricordo il 2 agosto mentre prima di pranzo aiutavo mamma a preparare le ultime cose per accogliere papà al rientro da lavoro, che doveva mangiare velocemente e rientrare in ufficio. Avevamo la radio accesa e annunciavano la strage della stazione di Bologna. Ricordo lo stato di “shock” che mi colse una notizia così violenta (cosa che poi ho provato molti anni dopo con medesima o superiore intensità con la strage di Capaci prima e quella di via d’Amelio poi… accorgendomi che l’innocenza nella vita si può perdere più di una volta); ricordo perfettamente la storia di Alfredino di qualche mese prima, vissuta parzialmente alla tv (i miei cercavano di non esporci a tanta angoscia), e la maestra che ci faceva scrivere temini sul fatto. I miei ricordi più vecchi, di cronaca, risalgono però alla fine degli anni ’70, la morte di Paolo VI (chissà perché ero convinta che i papi fossero eterni, e Paolo Sesto mi era pure simpatico) l’interregno di papa Luciani e l’elezione di Giampaolo II, la cui elezione favorì le battaglie di Solidarnosh nei cantieri navali di Danzica… e soprattutto le brigate rosse sterminano la scorta di Moro per rapirlo e poi uccisero pure lui… ricordo le facce della politica di allora, Zaccagnini, Fanfani, Cossiga……e tanti altri…
    e mi accorgo che la mia storia personale, e quella della mia generazione, si fonda spesso su una precoce perdita di quell’illusione infantile che faceva vedere il presente e il futuro come belli e felici. Ma erano anche gli anni in cui entravano nelle case i frutti dei primi progressi tecnologici: infinite partite coi primi videogiochi in TV e la televisione a colori da andare a vedere dai vicini…. ci sarebbe da scrivere in eterno e mi fermo per non rubare altro spazio… grazie, bel post Franci!

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