Le Frecce Tricolori a Cagliari. E i fenicotteri? Pazienza, meglio un pollo in più e un fenicottero in meno.

Pubblicato: giugno 8, 2014 in attualità

Un frastuono infernale arriva dal cielo, venerdì. No, non è un’incursione aerea nemica, non è un attraversamento improvviso di pericolosi cacciabombardieri. Stiamo tranquilli, è tutto a posto: sono le Frecce Tricolori, la pattuglia acrobatica della nostra aviazione militare, orgoglio della nazione.

Venerdì pomeriggio le Frecce si addestrano sui cieli di Cagliari, sabato ci sarà la grande esibizione sulla spiaggia dei Centomila. E infatti sono oltre centomila le persone che dalla città e provincia si riversano al Poetto: quattromila ci arrivano in bus, tutti gli altri in auto. Non c’è un posto libero tra i parcheggi e sulla spiaggia, l’esibizione tra voli acrobatici, fumi verde-bianco-rosso, incredibili planate e traiettorie ondulate attira una marea di persone in riva al mare. “Una straordinaria manifestazione”, “Un bellissimo spettacolo”, “Ai miei bambini piace tanto”, “Una grande emozione” i commenti del popolo.

Ma quanto costano i venti minuti di volo dei nove aerei del 313° Gruppo Addestramento Acrobatico – Frecce Tricolori – Pattuglia Acrobatica Nazionale?

Nessuna cifra ufficiale sui costi sostenuti dal Ministero della Difesa per far decollare gli areoplani, alla faccia della trasparenza. Però su un articolo del Fatto quotidiano di un anno fa i stimava un’ora di volo in circa 4.800 euro, che moltiplicato per nove fa 43,200 euro, più il costo del carburante. A oggi però la spesa per l’esibizione sarebbe a carico di sponsor privati come la Fastweb.

frecce tricolori_foto di Gianluca Deidda

frecce tricolori a Cagliari, foto di Gianluca Deidda

Messa da parte la questione della spesa mi chiedo: era proprio necessario? Perché Cagliari ospita una manifestazione anacronistica come il volo della pattuglia acrobatica dell’Areonautica? “Le Frecce Tricolori, grazie ad un intenso e continuo addestramento, costituiscono un insieme armonico nel quale tutte le componenti si muovono ed interagiscono all’unisono per eseguire il programma di volo alla perfezione e in piena sicurezza” ha detto il generale di brigata aerea Claudio Salerno, Capo dell’Ufficio Generale per la Comunicazione dell’Aeronautica Militare. “In tal senso, esse rappresentano le capacità e l’impegno di tutto il personale e i reparti dell’Aeronautica Militare, un’unica squadra che si addestra e opera ogni giorno per garantire la sicurezza dei cittadini italiani”. Ok i militari dell’areonautica, ma come può questa squadra rappresentare una garanzia la sicurezza dei cittadini italiani? E sulla sicurezza di cui parla Salerno avanzo qualche perplessità: correva l’anno 1988, durante un’esibizione uno degli aerei delle Frecce si schiantò al suolo a Ramstein, in Germania, causando 67 morti e 346 feriti tra gli spettatori, abbiamo la memoria così corta?

E perché, per vedere un bello spettacolo, dobbiamo consumare carburante, produrre inquinamento aereo e acustico, far riversare su una spiaggia delicata come quella del Poetto centomila persone che ci arrivano per la maggior parte in auto?

Non dimentichiamo che in città abbiamo l’enorme privilegio di ospitare una numerosissima, straordinaria colonia di fenicotteri che nidificano e vivono nello stagno di Molentargius, proprio a ridosso del mare e a pochi metri dalla stessa spiaggia, in un sistema naturalistico unico al mondo. Siamo sicuri che fosse proprio indispensabile infliggere ai fenicotteri il volo acrobatico delle Frecce Tricolori tra rumore assordante, polveri e fumo?

Chiudo con la citazione di Gianni Chessa, consigliere Unione di Centro del comune di Cagliari, che proprio ieri nell’intervista di Paolo Paolini su L’Unione Sarda ha detto cosa pensa dei fenicotteri e di Molentargius. “Se potessi sposterei la strada del mare, costruirei i parcheggi sotto l’ippodromo, una grande linea di alberghi bassi davanti al Poetto, la spiaggia libera, uno stagno con percorsi naturalistici, un canale navigabile per le barche da diporto al posto della strada, tipo Venezia. Vista la fame che c’è in giro, meglio un pollo caldo in più e un fenicottero in meno”.

Io invece preferisco un fenicottero in più e qualche inutile esibizione rumorosa in meno.

Nel frattempo rubo dalla rete una fotografia postata ieri da Gianluca Carta che commenta: “altro che fecce tricolori…..di questo noi è che ne andiamo fieri!”

fenicotteri, foto di Gianluca Carta

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commenti
  1. Graziano Milia ha detto:

    Condivido in pieno

  2. arrevexio ha detto:

    e aggiungerei che restare 40 minuti bloccati al caldo nel traffico perchè tutte – e dico tutte – le strade son bloccate per questo evento mi ha fatto notevolmente girare le balle

  3. Che significa “più il costo del carburante”? Il costo di volo è legato al consumo di carburante.
    Gli aerei della pattuglia NON sono cacciabombardieri ma aerei da addestramento.
    E poi, basta con questa retorica sui fenicotteri: sono migliaia e migliaia e vivono in mezzo a noi, non possiamo mica evitare qualunque attività per non disturbarli. Finirà che dovremo trasferire lòe nostre case perché disturbiamo i fenicotteri…

    • francescamulas ha detto:

      quella dei cacciabombardieri era, ovviamente, una frase ironica. Il costo del carburante è un calcolo in più rispetto a quello del volo, ma aspettiamo che il Ministero della Difesa pubblichi i dati, visto che ancora non lo ha fatto.
      “Qualunque attività” come la nostra vita quotidiana non mi pare che sia paragonabile a un’esibizione di nove aerei di dubbia utilità.

    • Roberto (il primo) ha detto:

      Se c’è da trasferire case perchè disturbano i fenicotteri, tu sposti le case. Non sono tante le risorse inesauribili, i fenicotteri sono una di quelle.

      • Giulio ha detto:

        È proprio vero, Cagliari ha un sacco di naturali fortune, ma le persone non le sanno apprezzare. Paragoniamo aerei con uno spettacolo patriottico e non abbiamo neanche rispetto per noi cittadini. Il parco di molentargius va tutelato fa parte della mostra città. E le case, si costruiscono dove è legale! Ma noi siamo la città dei fonti furbi e del non rispetto della nostra terra, ci lamentiamo solo che in Sardegna non si può far nulla

  4. Andrea ha detto:

    L’argomento su cui hai espresso la tua opinione ha catturato il mio interesse.
    Confesso, in primis, che, esteticamente ed emotivamente parlando, a me il volo delle frecce tricolori piace. Fine del punto di vista soggettivo riguardo questo argomento.
    Preciso che pur condividendo in generale i dubbi che hai espresso nel tuo post non sono appieno convinto dalle argomentazioni con cui li hai esposti.
    Ti volevo, quindi, lasciare alcuni spunti di riflessione
    1) La questione dei costi, almeno così espressa, la trovo irrilevante; se anche lo show fosse costato 100.000€, se dividi questa cifra per il numero di persone che sono andate, di loro sponte, a vederelo, vedrai che il procapite risulta ridicolo. Il fatto che poi lo spettacolo in se possa non piacere, o risultare anacronistico e via dicendo è meramente soggettivo.
    2) Capitolo inquinamento. E’ fuor di dubbio che si tratta di un evento che porta con se il suo buon carico di inquinamento sia ambientale che acustico. Il concetto chiave in questo caso è “sostenibilità”. Il sistema Poetto è in grado di sostenere un evento del genere, con tutto ciò che comporta (scarichi degli aerei, traffico veicolare, rifiuti lasciati dagli avventori etc… Forse si, o forse no. Ritengo che nell’economia di un’intera stagione balneare che prevede eventi come mondo ichnusa o campionati di svariati sport e che vede l’assedio, diurno e notturno, di decine di migliaia di persone ed automobili (quotidianamente), un evento del genere aggiunga un bicchiere d’acqua al mare.
    La questione di fondo è su come si voglia usare la spiaggia o il sistema spiaggia stagno. Se ne vuole fare una riserva naturale? Si vuole impostare un modello di sviluppo sostenibile del turismo? Questi sono tutti argomenti aperti. La questione delle frecce tricolore, nel merito, è uno degli aspetti, a dire il vero molto parziali, che fanno parte di un discorso di sfruttamento della risorsa molto più ampio.
    Io penso che sarebbe auspicabile un utilizzo del litorale più rispettoso dell’ambiente naturale. Ma a quanto pare, ai vari livelli delle amministrazioni locali, l’idea di come sviluppare e allo stesso tempo proteggere tale ecosistema non è molto chiara.

  5. arrevexio ha detto:

    mi hanno appena segnalato che il frastuono era perfettamente udibile anche a Geremeas…

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