Nuovi tesori da Monti Prama, ma lo diciamo solo a chi vogliamo noi

Pubblicato: settembre 25, 2014 in attualità

Nuovi tesori dal sottosuolo di Monti Prama, sito prenuragico vicino a Cabras: lo scavo archeologico avviato il 5 maggio scorso continua a regalare sorprese e questa mattina gli studiosi al lavoro hanno riportato alla luce un grande frammento di statua. Si tratta di un Gigante che sta pian piano emergendo dalla terra, un blocco unico di arenaria dove sono già chiaramente visibili i dettagli di quella che era probabilmente la statua di un arciere.

La notizia arriva però non dai direttori dello scavo archeologico né dal comune di Cabras, ovvero gli addetti ai lavori e i padroni di casa.

Ad annunciarla in esclusiva è il TG regionale di Rai3 con immagini girate sul campo proprio mentre la nuova statua veniva riportata alla luce. Nessun comunicato, nessuna nota da chi dirige i lavori in cantiere: la comunicazione da Monti Prama, uno dei siti più misteriosi e importanti di tutto il Mediterraneo, eccezionale proprio per le grandi statue di arenaria che non hanno confronti nella Sardegna antica pare per ora intermittente e saltuaria, con poche notizie che vengono divulgate solo ad alcuni canali e taciute ad altri.

Una strategia comunicativa ben strana che però non sorprende, dato che tra le stanze della Soprintendenza Archeologica di Cagliari e Oristano e dell’Università di Sassari non c’è un ufficio stampa. Però chi ci lavora dovrebbe sapere che parlare con i giornalisti dovrebbe servire proprio a proteggere e valorizzare i beni archeologici che appartengono amonteprama-300x336 tutti. Già qualche settimana diverse “fughe di notizie” dallo scavo da Monti Prama, con l’annuncio di scoperte e frammenti eccezionali, avevano costretto gli addetti ai lavori a organizzare un incontro con i giornalisti, con la promessa che le novità sarebbero state da quel momento condivise con tutti e nello stesso momento. Oggi invece ancora un'”esclusiva” raccontata solo al TG Regionale, mentre tutte le altre testate giornalistiche hanno avuto notizie di seconda mano. Ah certo, poi è stata convocata una conferenza stampa, ma nel pomeriggio, tre ore dopo che il Tg di Rai 3 era già andato in onda.

Un modo di comunicare iniquo, considerato che chi lavora nello scavo archeologico, che operi per conto dell’Università o della Soprintendenza Archeologica, è un dipendente pubblico che utilizza finanziamenti statali, e che tra gli obiettivi di chi lavora con i beni culturali dovrebbe esserci proprio la conoscenza e la fruizione della cultura per tutti. Un giorno poi qualcuno dovrà spiegare come i Sardi potranno proteggere e difendere questi beni se a mala pena li conoscono, se lo studio che c’è attorno è circondato dal sospetto, se ogni informazione è riservata a pochi eletti.

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commenti
  1. gianluigi concas ha detto:

    sbaglio o il tg3 è un telegiornale pubblico che tutti possono vedere? sbaglio o la notizia è stata data immediatamente? ma a fare polemica sempre e comunque ci si guadagna così tanto?

  2. arrevexio ha detto:

    Leggo nel commento del signor Concas il classico esempio dei danni della comunicazione on line. La domanda retorica e accusatoria che pone è l’esempio perfetto della malafede e soprattutto dell’ignoranza imperante in fatto di etica e di comunicazione. Non solo la Mulas, che è una giornalista oltre tutto, ha il diritto di lamentare una mancata e democratica comunicazione da parte dei responsabili dello scavo (reiterata come se non bastasse) ma ha anche il dovere, vista la sua professione, di segnalare il malcostume. Non bisogna essere dei premi nobel per l’intelligenza, basta il buon senso. Chi gestisce lo scavo coi soldi pubblici (quindi anche i miei) ha il dovere di fornire le informazioni a tutti e dico tutti gli organi di stampa e non di selezionarli a suo gusto poichè non è professionale nè etico. Probabilmente nella mente di queste persone la televisione accende lumini di fama e gloria che francamente oggi sono superati se solo si disturbassero a guardarsi intorno e sincronizzarsi. In ogni caso è sbagliato e non è professionale selezionare il flusso delle informazioni e questo non è opinabile, è proprio così. Da archeologo, oltre che da comunicatore, ho avuto l’ennesima conferma che l’archeologia, i suoi temi e le sue conquiste, sono molto lontane dalla maggior parte della gente e la colpa è solo di persone che non hanno la minima idea di come si gestisce una comunicazione corretta ma hanno la presunzione di saperlo. E questo è il risultato, commento del signor Concas fuori luogo compreso.

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