Sardegna, white power e immigrati. Ovvero di vite misere, miserissime.

Pubblicato: marzo 24, 2015 in Uncategorized

Cagliari, è notte, dentro un locale in via Mameli c’è un dj che manda dischi, qualcuno balla, qualcuno chiacchiera, qualcuno si guarda intorno. A un certo punto il silenzio, nonostante le casse sparino musica ad altissimo volume: all’ingresso si materializza un gruppetto di cinque-sei giovani intorno ai 30 anni, testa rasata e anfibi. Tra le toppe sul bomber si legge ‘Skinheads’ e ’88’. Uno di loro è particolarmente basso, la sua carnagione è olivastra, ha sopracciglia folte e fronte bassa, classico tipo sardo che dopo due settimane di mare potrebbe essere scambiato per nordafricano: ha una scritta sul braccio, leggiamo “White Power”. sardegna skinheads

Dieci anni dopo, ancora Cagliari, ancora lo stesso silenzio imbarazzante: si chiacchiera tra amici in un bar, dalla tv si sente la notizia che la Guardia Costiera turca avrebbe sparato contro un barcone di immigrati siriani per respingere lo sbarco. Nessun morto, ma solo tanta paura per molte donne e molti bambini a bordo. Un sardo che in questi mesi si è trasferito a Berlino per cercare fortuna commenta: “Ecco, noi Italiani dobbiamo imparare da loro! Mandarli via prima che arrivino!”.

Due sardi, uno nero come la pece che fa propaganda al “Potere bianco”, l’altro emigrato che invoca violenza contro altri emigrati. Sono due casi di razzismo non-sense di cui sono stata testimone in prima persona, ma l’elenco potrebbe essere infinito se annotassimo esempi simili tratti dal mondo dei social network (Facebook ne è un ricettacolo nutritissimo). Sardi razzisti, sardi ignoranti che ci tengono a distinguere tra ‘NOI’ e ‘LORO’ non ricordando che il LORO siamo anche noi, isola sperduta in mezzo al Mediterraneo e nell’estremità meridionale dell’Europa.

Ignoranza? Cattiveria? Egoismo? Mancanza di empatia? È sempre colpa della scuola, della famiglia? Chi si assume la colpa di questi fallimenti umani?

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commenti
  1. arrevexio ha detto:

    La verità è un’altra: si tratta di due poveri idioti in un caso e anche nell’altro. Il primo che non si rende conto di quanto può essere ridicolo altro 1 metro e 20 cm nero come la pece sfoggiando magliette di presunta superiorità ariana e l’altro che da meridionale è andato a “inquinare” la società tedesca come migrante. Secondo il suo raginamento appena sbarcato all’areoporto di Schonfeld avrebbero dovuto centrarlo in fronte con un proiettile. Poveri idioti, appunto.

  2. richi ha detto:

    Il razzismo è non-sense tutto, non solo questi casi che hai descritto; ed è profondamente triste, aggiungo, avere “paura del diverso”. Il razzismo è insensato anche solo per il fatto che si tratta di un dogma. come il sessismo, il classismo e tutti gli “ismi” che ora non mi vengono in mente. Nasconde anche una fragilità e una presunzione pericolosissima: che il male sia sempre altrove; sia qualcosa che non ha nulla a che fare con noi nemmeno fisicamente.
    Nello specifico mi accodo con piacere alla definizione “poveri idioti”.

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