I migranti sono davvero disperati? Se lo chiede un giornalista dell’Unione Sarda.

Pubblicato: maggio 21, 2015 in Uncategorized

Leggo e rileggo. Forse ho capito male, io? E invece no, dice proprio così l’editoriale pubblicato oggi sull’Unione Sarda: “Accogliamo i migranti come turisti, li sistemiamo in hotel a tre e quattro stelle, diamo loro schede telefoniche e paghiamo alloggio e vitto agli albergatori che li ospitano (…). Loro però si lamentano: vogliono abitare soltanto nei centri urbani, pretendono la connessione wi-fi, rifiutano il cibo occidentale“.

Ecco, sulla prima pagina del primo quotidiano sardo una bella tirata sui migranti che hanno trattamenti di lusso e comunque non si accontentano mai. Trattati meglio dei nostri connazionali: “I nostri poveri, quelli schiantati dalla crisi economica, quelli della Caritas, invocano parità di trattamento“.

E la domanda finale: “Sono davvero disperati coloro che pretendono la connessione wi-fi e rifiutano il nostro cibo?“.

Il tutto firmato da Giacomo Serra.

Pazienza se da mesi, anni si parla del problema dei migranti che si buttano in mare pagando migliaia di euro a trafficanti criminali, se nei paesi d’origine ci sono guerre, carestia, terrore e fame, se ci sono in corso dibattiti mondiali su come arginare il problema e garantire comunque assistenza a milioni di persone in fuga, se la questione riguarda pesanti cambiamenti geopolitici in corso. Il problema secondo alcuni si riduce a wi-fi e cibo. Forse chi ha firmato l’editoriale si immagina gli Africani che abitano in villaggi di fango e canne, lontani dalla civiltà, che non conoscono i telefoni e non hanno interesse a comunicare con nessuno, orde di poveracci traghettati da una parte all’altra del Mediterraneo che si accontentano di tutto, basta che si abbia un letto e un piatto caldo. Non importa che queste persone magari vorrebbero comunicare nella loro lingua con amici e familiari, che hanno abitudini alimentari, sociali, igieniche lontane anni luce dalle nostre, che rivendicano semplicemente un trattamento dignitoso e rispettoso delle loro identità. Chi se ne frega se non hanno il wi fi e stanno isolati, dicono quelli che vivono perennemente connessi e in comunicazione con il mondo. E se chiedono pasti diversi forse vuol dire che non hanno fame. “Sostiene Alessandro Morandotti ‘solo chi non ha fame è in grado di giudicare la qualità del cibo’. Forse non è proprio così, però parliamone” chiude l’articolo di Serra. E meno male che ci lascia almeno il beneficio del dubbio.

Sugli hotel di lusso ai migranti non voglio neanche soffermarmi, una frase del genere non merita risposta: è una delle bufale tirate fuori da Salvini e dai suoi sodali.

Ricordo al signor Serra che per i poveri italiani esistono strutture di assistenza e accoglienza, case assegnate agli indigenti, programmi di sostegno alle povertà.

Mi chiedo come può un quotidiano che ha una storia solida come l’Unione Sarda pensare che un intervento del genere possa contribuire al dibattito sulla questione dei migranti. O se il risultato ultimo di parole simili non sia solo fomentare odio e rabbia. Le solite guerre di poveri contro altri poveri.

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commenti
  1. arrevexio ha detto:

    Il mio unico commento è “poveracci”. E non riferito ai migranti ma a chi fomenta ignoranza e razzismo.

  2. richi ha detto:

    pazzesco! vorrei chiedere a Giacomo Serra se e dove (ma soprattutto se) ha le fonti per affermare candidamente queste porcherie. Forse ha confuso la pagina di Salvini per una fonte ANSA.

  3. Claudia Mocci ha detto:

    Questo dell’Unione sarebbe un bell’articolo da segnalare al Comitato della Carta di Roma, visto che il suddetto giornale è l’unico in Sardegna che l’ ha sottoscritta.Grazie Francesca per le tue considerazioni.

  4. madda ha detto:

    Questo così detto “signore serra” ha le idee confuse e non ha capito una mazza. Forse è il caso che prima di parlare o dare informazioni infondate metta in moto il cervello e se non ci riesce da solo perchè troppo arrugginito le consiglio un ottimo lubrificante (tipo crc) sicuramente potrebbe aiutarlo e magari a pensare … Oppure ha confuso le informazioni con la pagina del salvini leghista…

  5. Raffaella ha detto:

    Che pena! Sembravano le solite frasi degli ignoranti che pullulano sui social network, e invece provengono dal nostro principale quotidiano. Sono messi male…

  6. Brunella ha detto:

    e li chiamano giornalisti…pronti a cavalcare falsità e fomentare odio verso i propri simili per accattivarsi forse qualche lettore (disperato) in più. Esiste una Carta dei doveri ma chissà perchè diventa sempre più difficile vederla rispettata. Dovrebbero essere radiati dall’Ordine, semplicemente.

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