La reginetta del vino tedesco? È una profuga siriana

Pubblicato: agosto 6, 2016 in attualità, Uncategorized
Ninorta Bahno aus Syrien wird Weinkönigin

ARCHIV – Ninorta Bahno aus Syrien posiert am 28.06.2016 in einem Weinberg in Trier (Rheinland-Pfalz) mit einem Glas Riesling-Wein. Die 25-jährige Christin, die vor dreieinhalb Jahren vor dem Krieg in ihrem Heimatland Syrien geflohen ist, wird Triers neue Weinkönigin. Foto: Harald Tittel/dpa (zu dpa “Wahl Trierer Weinkönigin” vom 03.08.2016) +++(c) dpa – Bildfunk+++

Lunghi capelli neri, occhi splendenti: la ragazza che sorride nella foto è Ninorta Bahno, la nuova reginetta del festival del vino di Olewig, quartiere della cittadina tedesca di Trier. Da quasi un secolo durante la festa dei produttori di vino del borgo storico di Olewig si elegge la Weinkönigin, farà da testimonial per le tre giornate dedicate a degustazioni e buon cibo e fino alla prossima edizione del Trier-Olewiger Weinfest; dicono che nelle vecchie cantine i viticoltori conservino con orgoglio le foto che ritraggono le mamme, le nonne incoronate reginette. Nulla di strano quindi nella foto di oggi: bella è bella, Ninorta, e con quel calice di vino bianco in mano rappresenta perfettamente lo spirito della festa.

Ninorta non è una ragazza qualunque: arriva dalla Siria, paese devastato da un regime dittatoriale e da una guerra civile, sconvolto dall’avanzata dell’Isis. Come racconta il quotidiano Spiegel è fuggita dal suo paese tre anni fa lasciando gli studi di giurisprudenza. Non sappiamo se volesse fare l’avvocato, se sognasse una carriera nella magistratura. Di lei sappiamo solo che ha scelto la fuga dal suo paese a 23 anni. Una bella immagine, quella che arriva oggi dalla Germania, paese che oltre ad accogliere migliaia di rifugiati ha scelto la via dell’integrazione per chi cerca protezione internazionale.

Un’immagine lontana anni luce da quelle che vediamo sui nostri quotidiani, con manifestazioni anti -immigrati, invocazioni di ruspe e recinzioni, una campagna d’odio sempre più violenta contro chi cerca la pace dopo aver vissuto la guerra.

Un’immagine ben diversa poi da quella della nostra piazza Matteotti, a Cagliari, dove per settimane decine di migranti hanno sostato giorno e notte in attesa di poter prendere una nave per andare via, raggiungere altri paesi, magari anche la stessa Germania. Una convenzione europea, che impone che il luogo in cui i migranti possono chiedere asilo debba essere quello di arrivo, impedisce a queste persone di partire dove vorrebbero.

PiazzaMatteotti2Il caso, la fortuna: solo questo ha portato i migranti di piazza Matteotti a un destino così diverso da quello di Ninorta. Per lei l’incubo sembra passato, per gli stranieri oggi a Cagliari è ancora vivo e presente.

(Ringrazio Sandra Camarda, amica sarda a Trier, per avermi raccontato questa bella storia di integrazione)

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